Arresti domiciliari, recarsi nel portico del palazzo è evasione

“Ne discende, entro tale prospettiva, che il portico di uno stabile condominiale non può ritenersi di stretta pertinenza dell’abitazione privata ove l’imputato si trovi ristretto agii arresti domiciliari, poiché le stesse (su menzionate) esigenze applicative connesse ai regime cautelare o espiatorio degli arresti o della detenzione domiciliari risulterebbero senz’altro frustrate da un allontanamento del soggetto dallo spazio strettamente definito dalla sua abitazione, ovvero dalle sue immediate adiacenze (senza alcuna frattura spaziale), sia pure per recarsi per breve tempo in un luogo vicino, ma frequentabile da una generalità di persone e non certo raggiungibile in altro modo se non uscendo dal proprio alloggio”.

Corte di cassazione – Sezione VI penale – Sentenza 18 ottobre 2013 n. 42819

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