La reciprocità dei comportamenti molesti non esclude lo stalking

“La reciprocità dei comportamenti molesti non esclude la configurabilità del delitto di atti persecutori, incombendo, in tale ipotesi, sul giudice un più accurato onere di motivazione in ordine alla sussistenza dell’evento di danno, ossia dello stato d’ansia o di paura della presunta persona offesa”.

Corte di cassazione – Sezione III penale – Sentenza 14 novembre n. 45648

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