L’omessa dichiarazione della morte della parte costituita determina in capo al difensore la legittimità ad impugnare la sentenza

MORTE O PERDITA DI CAPACITÀ DELLA PARTE COSTITUITA A MEZZO DI DIFENSORE – OMESSA DICHIARAZIONE – NOTIFICAZIONE DELLA SENTENZA E DELL’IMPUGNAZIONE AL PROCURATORE – LEGITTIMAZIONE AD IMPUGNARE DEL SUDDETTO PROCURATORE – CONDIZIONI E LIMITI.
Le Sezioni Unite, a composizione di contrasto, hanno enunciato il principio secondo cui, in caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l’omessa dichiarazione o notificazione dell’evento comporta, in forza della regola dell’ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continua a rappresentare la parte come se l’evento non si fosse verificato, con la conseguenza che la notificazione della sentenza fatta a detto procuratore è idonea a far decorrere il termine per l’impugnazione nei confronti della parte deceduta o divenuta incapace, il medesimo è legittimato a proporre impugnazione – ad eccezione del ricorso per cassazione per la cui proposizione è richiesta la procura speciale – se la procura sia valida per gli ulteriori gradi del processo ed è ammissibile la notificazione dell’impugnazione presso di lui ai sensi dell’art. 330, primo comma, cod. proc. civ., senza che rilevi la conoscenza aliunde dell’evento da parte del notificante.

Cass. Civile sentenza n. 15295 del 4 luglio 2014

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