Esecuzione di pena detentiva all’estero e limiti imposti alla Corte d’Appello

La Sesta Sezione Penale ha affermato che, nel caso di domanda di esecuzione di una sentenza di condanna a pena detentiva in una nazione con la quale vige la Convenzione sul trasferimento delle persone condannate (sottoscritta a Strasburgo il 21 marzo 1983 e ratificata con legge n. 334/1988), alla Corte d’Appello compete solo l’accertamento delle condizioni di legittimità del trasferimento previste dall’art. 3 della Convenzione medesima, dovendo invece escludersi ogni valutazione sull’idoneità del trasferimento al reinserimento sociale del condannato; e ciò in quanto le norme codicistiche in tema di esecuzione all’estero di sentenze penali italiane, di cui agli artt. 742 e 743 cod. proc. pen., si applicano solo in assenza di norme internazionali che disciplinino diversamente la materia.

Cass. Penale sentenza n. 44089 ud. 14/10/2014 – deposito del 23/10/2014

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