L’omessa traduzione dell’avviso di fissazione dell’udienza di riesame in lingua comprensibile all’indagato alloglotta non determina la nullità di tale atto o di quelli da esso dipendenti

La Sezione Sesta della Corte di Cassazione ha affermato che l’omessa traduzione dell’avviso di fissazione dell’udienza di riesame in lingua comprensibile all’indagato alloglotta non determina la nullità di tale atto o di quelli da esso dipendenti, posto che detto avviso non è incluso nell’elenco degli atti per i quali l’art. 143, comma 2, cod. proc. pen., come modificato dal d.lgs. n. 32 del 2014, prevede l’obbligo di traduzione, né, per sua natura, esplica una funzione informativa in ordine alle “accuse” mosse al destinatario della misura cautelare.

Cass. Penale sentenza n. 48647 ud. 22/10/2014 – deposito del 24/11/2014

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