Gestione di rifiuti identificati con un codice c.d. “a specchio”

La Terza Sezione della Corte di cassazione ha affermato che, in caso di gestione di rifiuti identificati con un codice c.d. “a specchio” (previsto nelle ipotesi in cui da una medesima operazione o processo produttivo possano derivare, in alternativa, un rifiuto pericoloso o non pericoloso), il produttore/detentore è tenuto, per classificare il rifiuto e attribuire il codice (pericoloso/non pericoloso), ad eseguire le necessarie analisi per verificare l’eventuale presenza di sostanze pericolose ed il superamento delle soglie di concentrazione, e solo nel caso in cui siano accertati in concreto l’assenza o il mancato superamento di dette soglie, il rifiuto, con codice “ a specchio”, potrà essere classificato come non pericoloso.

Cass. Penale sentenza n. 46897 ud. 03/05/2016 – deposito del 09/11/2016

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