Prescrizione risarcimento detenzione in condizioni non conformi ai criteri CEDU

II diritto ad una somma di denaro pari a otto euro per ciascuna giornata di detenzione in condizioni non conformi ai criteri di cui all’art. 3 della CEDU, previsto dall’art. 35 ter, comma 3, ord. pen., si prescrive in dieci anni, decorrenti dal compimento di ciascun giorno di detenzione nelle indicate condizioni. Coloro che abbiano cessato di espiare la pena detentiva prima dell’entrata in vigore della detta nuova normativa, se non sono incorsi nelle decadenze previste dall’art. 2 d.l. n. 92 del 2014 conv. con modif. in l. n. 117 del 2014, hanno anch’essi diritto all’indennizzo ex art. 35 ter, comma 3, ord. pen., il cui termine di prescrizione in questa caso non opera prima del 28 giugno 2014, data di entrata in vigore del d.l. cit.

Cass. Civile SS.UU. Sentenza n. 11018 del 08/05/2018

Quiz per giuristi

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Validità procura alle liti digitale

Secondo il diritto dell’UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni <*.p7m> e <*.pdf>, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna.

Cass. Civ. SS.UU. sentenza n. 10266 del 27/04/2018

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Giurisdizione sulla domanda di annullamento dei provvedimenti di assegnazione di ambito territoriale dei docenti

La giurisdizione sulla domanda di annullamento dei provvedimenti di assegnazione di ambito territoriale dei docenti, in quanto concernente la fase esecutiva del rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A. e precisamente l’ordinanza ministeriale n. 241 del 2016 che detta le modalità attuative della l. n. 107 del 2015 e del c.c.n.l. integrativo concernente la mobilità del personale docente ed ATA, compete al giudice ordinario.

Cass. Civile SS.UU. sentenza n. 8821 del 10/04/2018

Quanto vale la tua auto?

L’adottato ha diritto di conoscere le proprie origini

L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, della l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini, accedendo alle informazioni concernenti non solo l’identità dei genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e dei fratelli biologici adulti, previo loro interpello mediante procedimento giurisdizionale idoneo ad assicurare la massima riservatezza ed il massimo rispetto della dignità, al fine di acquisirne il consenso all’accesso alle dette informazioni o di constatarne il diniego, da ritenersi impeditivo dell’esercizio del diritto”.

Cass. Civile sentenza n. 6963 del 20/03/2018 

Test per la preparazione all’esame

Crediti per spese giudiziali dell’avvocato

Le Sez. U, risolvendo le relative questioni di massima di particolare importanza, concernenti i crediti per spese giudiziali dell’avvocato, hanno affermato che:

1) a seguito dell’introduzione dell’art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011, la controversia di cui all’art. 28 della l. n. 794 del 1942, come sostituito dal citato d.lgs., può essere introdotta con un ricorso ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c., che dà luogo ad un procedimento sommario “speciale” disciplinato dagli artt. 3, 4 e 14 d.lgs. 150/2011, o con il procedimento per decreto ingiuntivo ex artt. 633 ss. c.p.c. (e l’eventuale opposizione si dovrebbe proporre ai sensi dell’art. 702 bis ss. c.p.c. e nel relativo procedimento troverebbero applicazione gli artt. 648, 649, 653 e 654 c.p.c.), essendo, invece, esclusa la possibilità di introdurre l’azione sia con il rito di cognizione ordinaria e sia con quello del procedimento sommario ordinario codicistico, di cui agli artt. 702 bis ss. c.p.c.;

2) la controversia di cui all’art. 28 della l. n. 794 del 1942, introdotta sia ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c., sia in via monitoria, avente ad oggetto la domanda di condanna del cliente al pagamento delle spettanze giudiziali dell’avvocato, resta soggetta al rito di cui all’art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011, anche quando il cliente sollevi contestazioni riguardo all’an;

3) soltanto qualora il convenuto svolga una difesa che si articoli con la proposizione di una domanda (riconvenzionale, di compensazione o di accertamento pregiudiziale), la trattazione di quest’ultima dovrà avvenire, ove si presti ad un’istruttoria sommaria, con il rito sommario (congiuntamente a quella proposta ex art. 14 d.lgs. n. 150 dal professionista) e, in caso contrario, con il rito ordinario a cognizione piena, previa separazione delle domande;

4) qualora la domanda introdotta dal cliente non appartenga alla competenza del giudice adìto, troveranno applicazione gli artt. 34, 35 e 36 c.p.c. dettate in tema di spostamento della competenza per connessione.

Cass. Civile SS.UU. sentenza n. 4485 del 23/02/2018

Riconoscimento protezione umanitaria al cittadino straniero

Il riconoscimento, secondo i parametri previsti dagli artt. 5, comma 6 e 19, comma 2 del d.lgs. n. 286 del 1998 nonché quanto stabilito nell’art. 32 del d.lgs n. 251 del 2007, della protezione umanitaria al cittadino straniero che abbia realizzato un grado adeguato d’integrazione sociale nel nostro paese, non può escludere l’esame specifico ed attuale della situazione soggettiva ed oggettiva del richiedente con riferimento al paese di origine, dovendosi verificare, in comparazione con la situazione d’integrazione raggiunta nel paese di accoglienza, se il rimpatrio possa determinare la privazione, al di sotto del nucleo ineliminabile, costitutivo dello statuto della dignità personale, della titolarità e dell’esercizio dei diritti umani.

Cass. Civile sentenza n. 4455 del 23/02/2018 

Conseguenze regolamento di competenza d’ufficio se competenza sulla causa sia regolata solo per valore

Il regolamento di competenza d’ufficio è inammissibile qualora il giudice adito in riassunzione neghi li essere competente per materia e ritenga che la competenza sulla causa sia regolata solo per valore, poiché in detto caso l’eventuale decisione di accoglimento del regolamento da parte della S.C., in quanto necessariamente contenente – in forza dell’art. 49, comma 2, c.p.c. – l’individuazione del giudice competente per valore, non essendovi alcun giudice competente per materia, sostanzialmente produrrebbe il medesimo effetto di un regolamento di competenza d’ufficio per valore, che l’art. 45 c.p.c. non prevede per insindacabile scelta di merito legislativo.

Cass. Civ. SS.UU. sentenza n. 1202 del 18/01/2018 

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Contestazione tardiva e licenziamento disciplinare

La dichiarazione giudiziale di risoluzione del licenziamento disciplinare conseguente ad un ritardo notevole ed ingiustificato della contestazione disciplinare, ricadente ratione temporis nella disciplina dell’art. 18 st.lav., come modificato dall’art. 1, comma 42, della l. n. 92 del 2012, comporta l’applicazione della sanzione dell’indennità come prevista dal quinto comma dello stesso art. 18 st.lav.

Cass. Civ.. SS.UU. sentenza n. 30985 del 27/12/2017

Nullità di contratti o negozi che costituiscano l’applicazione di intese illecite

In tema di intese anticoncorrenziali vietate dall’art. 2 della l. n. 287 del 1990, la stipulazione “a valle” di contratti o negozi che costituiscano l’applicazione di intese illecite concluse “a monte” comprende anche i contratti stipulati anteriormente all’accertamento dell’intesa da parte dell’Autorità indipendente preposta alla regolazione o al controllo del mercato, a condizione che l’intesa sia stata posta in essere materialmente prima del negozio denunciato come nullo, considerato anche che rientrano sotto la disciplina anticoncorrenziale tutte le vicende successive del rapporto che costituiscano la realizzazione di profili distorsivi della concorrenza.

Cass. Civile ordinanza n. 29810 del 12/12/2017

 

 

Nullità clausola del contratto di locazione non abitativa che preveda traslazione ICI o IMU ad altro soggetto

Costituisce questione di massima di particolare importanza, con conseguente rimessione degli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sez. U, se la clausola del contratto di locazione non abitativa che preveda, al di fuori del sinallagma contrattuale, la traslazione cd. “palese” di un’imposta patrimoniale – ICI o IMU – gravante sul locatore ad un soggetto, quale il conduttore, normativamente escluso dagli obblighi nei confronti dell’erario, sia affetta da nullità, ai sensi dell’art. 1418, comma 1, c.c., per contrasto con l’art. 53 Cost., quale norma precettiva di carattere imperativo.

Cass. Civile ordinanza interlocutoria n. 28437 del 28/11/2017