La responsabilità civile della P.A. per le condotte dei dipendenti pubblici dirette a perseguire finalità esclusivamente personali

La Terza Sezione civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione della causa alle Sezioni Unite in ordine alla risoluzione della questione, oggetto di contrasto, circa la configurabilità della responsabilità civile della P.A., ex art. 28 Cost., anche per le condotte dei dipendenti pubblici dirette a perseguire finalità esclusivamente personali mediante la realizzazione di un reato doloso, quando le stesse siano poste in essere sfruttando, come premessa necessaria, l’occasione offerta dall’adempimento di funzioni pubbliche, e costituiscano, inoltre, non imprevedibile sviluppo dello scorretto esercizio di tali funzioni.

Cass. Civile ordinanza interlocutoria n. 28079 del 05/11/2018

Annunci

Lesioni personali e sospensione giudizio civile per il risarcimento danni incidente stradale

La Sez. 6 – 3 ha rimesso al Primo Presidente ai fini dell’eventuale esame delle Sez. U la seguente questione ritenuta di massima di particolare importanza: “se con riferimento alla domanda di risarcimento dei danni (nella specie derivanti da circolazione di veicolo soggetto ad assicurazione obbligatoria RCA) proposta, avanti il giudice civile, nei confronti del conducente, del proprietario del veicolo e della società assicurativa della RCA, con atto di citazione notificato in data successiva alla pronuncia della sentenza penale di primo grado emessa nei confronti del conducente-imputato per il reato di lesioni personali, ed in difetto di costituzione di parte civile nel processo penale, il giudizio civile per il risarcimento danni debba essere necessariamente sospeso in relazione alla posizione processuale di tutti i litisconsorti sia facoltativi (conducente) che necessari “ex lege” (proprietario ed impresa assicurativa), ai sensi dell’art. 75, comma 3, c.p.p.; ovvero se, invece, la sospensione necessaria predetta operi limitatamente all’azione risarcitoria proposta in sede civile nei confronti del solo conducente-imputato, previa separazione delle cause originariamente connesse, dovendo essere proseguito il giudizio civile nei confronti del proprietario e della società assicurativa; ovvero ancora se la sospensione necessaria ex art. 75, comma 3, c.p.p. non trovi affatto. applicazione, laddove la causa risarcitoria – anziché essere proposta nei confronti del solo imputato- sia stata proposta, cumulativamente, anche nei confronti di altri soggetti (responsabili civili) diversi dall’imputato, e ciò sia nel caso in cui le parti siano tra loro in relazione di litisconsorzio facoltativo, sia nel caso in cui rivestano la posizione di litisconsorti necessari”.

Cass. Civile ordinanza interlocutoria n. 25198 del 16/10/2018

Sciolto il contrasto su domanda di arricchimento senza causa

Le Sez. U a risoluzione di contrasto, hanno affermato che è ammissibile la domanda di arricchimento senza causa, proposta in via subordinata con la prima memoria ai sensi dell’art. 183, comma 6, c.p.c., nel corso del processo introdotto con domanda di adempimento contrattuale, qualora si riferisca alla stessa vicenda sostanziale dedotta in giudizio, trattandosi di domanda comunque connessa (per incompatibilità) a quella inizialmente formulata.

Cass. Civ. SS.UU. sentenza n. 22404 del 13/09/2018 

Giudizio di convalida consegna passaporto

Con due ordinanze interlocutorie di analogo contenuto la Sez. 1 ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1 bis, d.lgs. n. 286 del 1998, inserito dall’art. 3, comma 1, lett. d), n. 2, d.l. n. 89 del 2011, conv., con modif., nella l. n. 129 del 2011, nella parte in cui non prevede che il giudizio di convalida della misura di cui alla lett. c) di tale disposizione si svolga in udienza con la partecipazione necessaria del difensore dell’interessato, eventualmente nominato d’ufficio, per contrasto con gli artt. 13 e 24, comma 2, Cost.

Cass. Civile ordinanza n. 21930 del 07/09/2018 

Sentenze APP Android

Omesso versamento imposta di soggiorno al Comune e giurisdizione della Corte dei Conti

Le Sez. U hanno affermato che il del gestore della struttura ricettiva (o “albergatore”) che non provvede al versamento al Comune delle somme riscosse a titolo di imposta di soggiorno è soggetto alla giurisdizione della Corte dei Conti.

Cass. Civile SS.UU. ordinanza n. 19654 del 23/07/2018

Ecco cosa si intende con “spesa per incrementi patrimoniali”

La Sez. T., in tema di determinazione sintetica del reddito complessivo del contribuente, ha affermato che, in applicazione dell’art. 38, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 600 del 1973, si intende per “spesa per incrementi patrimoniali” ogni esborso effettuato a tale scopo, sicché degli incrementi patrimoniali fanno parte anche i finanziamenti soci e tutte le altre forme di capitalizzazione, da considerare spese per le quali vi sia stata effettiva uscita finanziaria da parte del contribuente.

Cass. Civile ordinanza n. 19613 del 24/07/2018

Azienda speciale di ente territoriale non può qualificarsi pubblica amministrazione in senso stretto

Le Sez. U, su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che, in virtù della natura imprenditoriale dell’attività svolta dall’azienda speciale di ente territoriale e della sua autonomia organizzativa e gestionale dall’ente di riferimento, l’azienda stessa, pur appartenendo al sistema con il quale l’amministrazione locale gestisce servizi pubblici aventi finalità sociale e di promozione dello sviluppo delle comunità locali, non può qualificarsi pubblica amministrazione in senso stretto, sicché per i suoi contratti non è imposta la forma scritta “ad substantiam” ai sensi degli artt. 16 e 17 del r.d. n. 2440 del 1923 e vige, al contrario, il principio generale della libertà delle forme di manifestazione della volontà negoziale.

Cass. Civ. SS.UU. sentenza n. 20684 del 09/08/2018

Sentenze: la nuova APP

Autoriciclaggio e favor rei

In tema di normativa antiriciclaggio, la disciplina prevista dall’art. 58, del d.lgs. n. 231 del 2007, come modificato dall’art. 5 del d.l. n. 90 del 2017, per l’omessa segnalazione di operazioni sospette, trova applicazione, quale espressione del principio del “favor rei”, anche relativamente ai procedimenti sanzionatori iniziati anteriormente all’entrata in vigore di detta normativa ma che, a tale momento, non si siano conclusi con un provvedimento dotato del carattere di definitività.

Cass. Civile sentenza n. 20647 del 08/08/2018 

Quanto vale la tua auto?