Detenzione nel medesimo contesto di sostanze stupefacenti tabellarmente eterogenee, qualificabile nel suo complesso come fatto di lieve entità, integra un unico reato

In materia di sostanze stupefacenti, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che la diversità di sostanze stupefacenti oggetto della condotta non è di per sé ostativa alla configurabilità del reato di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, in quanto è necessario procedere ad una valutazione complessiva degli elementi della fattispecie concreta selezionati in relazione a tutti gli indici sintomatici previsti dalla suddetta disposizione al fine di determinare la lieve entità del fatto, e che la detenzione nel medesimo contesto di sostanze stupefacenti tabellarmente eterogenee, qualificabile nel suo complesso come fatto di lieve entità, integra un unico reato e non una pluralità di reati in concorso tra loro.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 51063 ud. 27/09/2018 – deposito del 09/11/2018

 

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Sanzione irrogata da Consob irrevocabile, la verifica del giudice penale

La Quinta Sezione penale, in tema di abusi di mercato (art. 184 e 187- bis TUF), ha affermato che, nel caso in cui la sanzione irrogata da Consob sia già divenuta irrevocabile, la verifica del giudice penale circa la legittimità, rispetto al principio del ne bis in idem, del trattamento sanzionatorio complessivamente irrogato all’autore degli illeciti può comportare esclusivamente la rideterminazione delle sanzioni penali attraverso la disapplicazione in mitius della norma che commina dette sanzioni solo nel minimo edittale.

Cass. Penale sentenza n. 49869 ud. 21/09/2018 – deposito del 31/10/2018

Designazione dell’avvocato sostituto da parte del difensore titolare con delega “orale”

La Prima Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che l’art. 96, comma 2, cod. proc. pen., come interpretato alla luce della tacita abrogazione dell’art. 9 del r.d.l. n. 1578 del 1933, conv. dalla legge n. 36 del 1934, per effetto della legge n. 247 del 2012 di riforma dell’ordinamento della professione forense, consente che la designazione dell’avvocato sostituto da parte del difensore titolare possa essere effettuata con delega “orale”.

Cass. Penale sentenza n. 48862 ud. 02/10/2018 – deposito del 26/10/2018

Limiti al sequestro preventivo di conti correnti intestati alla curatela di una società dichiarata fallita

La Terza Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che è illegittimo il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente del profitto derivante da un reato tributario, delle somme giacenti sui conti correnti intestati alla curatela di una società dichiarata fallita antecedentemente all’emissione della misura cautelare reale, in quanto, a seguito dell’apertura della procedura concorsuale, il fallito è privato del potere di disporre e amministrare i propri beni.

Cass. Penale sentenza n. 45574 ud. 29/05/2018 – deposito del 10/10/2018

Regime IVA per trasporti pubblici urbani che offrono servizi con finalità turistico-ricreative

La Terza Sezione della Corte di Cassazione ha affermato, in tema di configurabilità del reato di omessa dichiarazione IVA, che la prestazione di trasporto pubblico urbano con contestuale offerta anche di servizi con finalità turistico-ricreative (animazione a bordo, somministrazione di bevande, biglietto di ingresso nelle strutture da visitare), non fruisce del regime di esenzione dall’IVA di cui all’art. 10, comma 1, n. 14 del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633, poiché tali servizi non possono considerarsi accessori o secondari al trasporto, avendo una loro autonoma utilità.

Cass. Penale sentenza n. 46715 ud. 28/03/2018 – deposito del 15/10/2018

Richiesta tardiva di riesame avverso il provvedimento applicativo di una misura cautelare reale. Conseguenze.

Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione, hanno stabilito che, anche in caso di mancata tempestiva proposizione da parte dell’interessato della richiesta di riesame avverso il provvedimento applicativo di una misura cautelare reale, resta intangibile il diritto all’appello ex dell’art. 322-bis cod. proc. pen., in quanto la mancata richiesta di riesame non preclude la revoca della misura cautelare per la mancanza delle condizioni di applicabilità della stessa, seppur in assenza di fatti sopravvenuti.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 46201 ud. 31/05/2018 – deposito del 11/10/2018

 

La partecipazione dell’associato allo specifico episodio criminoso posto in essere dal sodalizio criminale

La Corte di cassazione si è pronunciata nel procedimento “stralcio” sulla strage di via Palestro a Milano, attuata per finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine costituzionale, confermando l’assoluzione di uno dei presunti concorrenti, in considerazione della ritenuta assenza di riscontri individualizzanti sulla cui base collegare la partecipazione dell’associato allo specifico episodio criminoso posto in essere dal sodalizio criminale.

Cass. Penale sentenza n. 45733 ud. 11/07/2018 – deposito del 10/10/2018

Cellule serventi di un’organizzazione terroristica internazionale

La Sesta Sezione ha affermato che, ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 270-bis cod. pen. con riferimento a cellule serventi rispetto ad un’organizzazione terroristica internazionale, è necessaria la prova di un legame effettivo tra le prime e la seconda, pur non essendo richiesto che il singolo gruppo locale sia direttamente impegnato in attività terroristiche.

Cass. Penale sentenza n. 40348 ud. 23/02/2018 – deposito del 11/09/2018

Bancarotta fraudolenta patrimoniale eirregolarità di gestione degli amministratori

Nell’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, i componenti del collegio sindacale di una società a responsabilità limitata possono segnalare al tribunale le irregolarità di gestione degli amministratori ai sensi dell’art. 2409 cod. civ..

Cass. Penale sentenza n. 44107 ud. 11/05/2018 – deposito del 04/10/2018

 

Concorso tra le circostanze aggravanti ad effetto speciale e guida in stato di ebbrezza

In tema di guida in stato di ebbrezza alcolica, la Quarta sezione penale ha stabilito che, nel caso di concorso tra le circostanze aggravanti ad effetto speciale previste dall’art. 186, comma 2-bis (che prevede il raddoppio dell’arresto e dell’ammenda, nonché della durata della sanzione accessoria) e dall’art. 186, comma 2-sexies (che prevede l’incremento da un terzo alla metà della sola ammenda), trova applicazione l’art. 63, comma 4 cod. pen. Pertanto Il giudice, una volta operato il raddoppio della pena detentiva e di quella pecuniaria ai sensi del comma 2-bis, dovrà motivare l’eventuale decisione di applicare l’ulteriore aumento fino a un terzo che dovrà investire anch’esso entrambe le pene, avendo poi cura di convertire il quantum di aumento relativo all’arresto nella corrispondente pena pecuniaria, secondo il criterio di ragguaglio stabilito dall’art. 135 cod. pen., in ossequio ai principi di legalità della pena e favor rei (In motivazione la Corte opera un richiamo analogico ai criteri indicati da Cass. Sez. Un. 40983/2018, Giglia e altro in tema di continuazione tra reati sanzionati con pene eterogenee).

Cass. Penale sentenza n. 42500 ud. 25/09/2018 – deposito del 27/09/2018