Codice antimafia e competenza funzionale a provvedere sulla richiesta di revoca o di modifica delle prescrizioni inerenti ad una misura di prevenzione

La Prima Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che, anche dopo le modifiche introdotte all’art. 5 del Codice antimafia dalla l. 17 ottobre 2017, n. 161, la competenza funzionale a provvedere sulla richiesta di revoca o di modifica delle prescrizioni inerenti ad una misura di prevenzione spetta all’organo giurisdizionale che ha emesso il relativo provvedimento, pur se diverso dal Tribunale distrettuale, a nulla rilevando che la richiesta sia successiva all’entrata in vigore della novella, atteso che la stessa non dà luogo ad un nuovo procedimento da attribuirsi alla cognizione del predetto Tribunale, ma attiene alla fase di esecuzione di un provvedimento già adottato, che resta disciplinata dall’art. 11, comma 2, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159.

Cass. Penale sentenza n. 39905 ud. 17/07/2018 – deposito del 04/09/2018

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Reati fallimentari commessi prima del concordato preventivo

In tema di reati fallimentari la Quinta sezione ha affermato che è configurabile il reato di cui all’art. 236, comma secondo, n. 1 della legge fallimentare anche nel caso di concordato preventivo con continuità aziendale, previsto dall’art. 186-bis della medesima legge.

Cass. Penale sentenza n. 39517 ud. 15/06/2018 – deposito del 03/09/2018

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Falsità commessa su un assegno bancario munito della clausola di non trasferibilità

In tema di falso in scrittura privata, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che la falsità commessa su un assegno bancario munito della clausola di non trasferibilità configura la fattispecie di cui all’art. 485 cod. pen., abrogato dall’art. 1, comma 1, lett,. a), del d.lgs 15 gennaio 2016, n. 7 e trasformato in illecito civile.

Cass. Pen. SS.UU. sentenza n. 40256 ud. 19/07/2018 – deposito del 10/09/2018

Falsità commessa su un assegno bancario munito della clausola di non trasferibilità

In tema di falso in scrittura privata, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che la falsità commessa su un assegno bancario munito della clausola di non trasferibilità configura la fattispecie di cui all’art. 485 cod. pen., abrogato dall’art. 1, comma 1, lett,. a), del d.lgs 15 gennaio 2016, n. 7 e trasformato in illecito civile.

Cass. Penale sentenza n. 40256 ud. 19/07/2018 – deposito del 10/09/2018

 

Termine ordinario per la presentazione della querela da parte della compagnia assicuratrice

La Seconda Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che la contrazione a trenta giorni del termine ordinario per la presentazione della querela da parte della compagnia assicuratrice, ai sensi dell’art. 148, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209, si applica solo nel caso in cui sia stata attivata la procedura amministrativa prevista da detta norma, in mancanza della quale trova applicazione la disciplina ordinaria prevista dall’art. 124 cod. pen.

Casss. Penale sentenza n. 36942 ud. 27/04/2018 – deposito del 31/07/2018

Usare il jammer telefonico non è reato?

Il reato di installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni ex art. 617 bis cod. pen., si configura solo se l’istallazione è finalizzata ad intercettare o impedire comunicazioni tra persone diverse dall’agente, per cui il delitto non ricorre nell’ipotesi in cui l’apparecchio “jammer telefonico”, ossia un disturbatore di frequenze, sia installato per impedire l’intercettazione di comunicazioni, sia tra presenti sia telefoniche, che riguardano anche il soggetto che predispone l’apparecchio.

Cass. Penale sentenza n. 39279 ud. 16/05/2018 – deposito del 30/08/2018

Ecco cosa si intende con “spesa per incrementi patrimoniali”

La Sez. T., in tema di determinazione sintetica del reddito complessivo del contribuente, ha affermato che, in applicazione dell’art. 38, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 600 del 1973, si intende per “spesa per incrementi patrimoniali” ogni esborso effettuato a tale scopo, sicché degli incrementi patrimoniali fanno parte anche i finanziamenti soci e tutte le altre forme di capitalizzazione, da considerare spese per le quali vi sia stata effettiva uscita finanziaria da parte del contribuente.

Cass. Civile ordinanza n. 19613 del 24/07/2018

Azienda speciale di ente territoriale non può qualificarsi pubblica amministrazione in senso stretto

Le Sez. U, su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che, in virtù della natura imprenditoriale dell’attività svolta dall’azienda speciale di ente territoriale e della sua autonomia organizzativa e gestionale dall’ente di riferimento, l’azienda stessa, pur appartenendo al sistema con il quale l’amministrazione locale gestisce servizi pubblici aventi finalità sociale e di promozione dello sviluppo delle comunità locali, non può qualificarsi pubblica amministrazione in senso stretto, sicché per i suoi contratti non è imposta la forma scritta “ad substantiam” ai sensi degli artt. 16 e 17 del r.d. n. 2440 del 1923 e vige, al contrario, il principio generale della libertà delle forme di manifestazione della volontà negoziale.

Cass. Civ. SS.UU. sentenza n. 20684 del 09/08/2018

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Occorre motivazione specifica per decreto di sequestro probatorio e l’eventuale decreto di convalida

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il decreto di sequestro probatorio, così come l’eventuale decreto di convalida, anche qualora abbia ad oggetto cose costituenti corpo di reato, deve contenere una specifica motivazione in ordine alla finalità perseguita per l’accertamento dei fatti.

Cass. Penale sentenza n. 36072 ud. 19/04/2018 – deposito del 27/07/2018