Fecondazione omologa post mortem

La Prima Sezione civile ha affermato che, in caso di nascita mediante tecniche di procreazione medicalmente assistita, l’art. 8 della legge n. 40 del 2004 sullo status del nato con PMA si applica – a prescindere dalla presunzione ex art. 234 c.c. – anche all’ipotesi di fecondazione omologa post mortem avvenuta utilizzando il seme crioconservato del padre, deceduto prima della formazione dell’embrione, che in vita abbia prestato, congiuntamente alla moglie o alla convivente, il consenso, non successivamente revocato, all’accesso a tali tecniche ed autorizzato la moglie o la convivente al detto utilizzo dopo la propria morte.

Cass. Civile sentenza n. 13000 del 15/05/2019

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Attenuanti generiche e riconoscimento implicito della recidiva

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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che la valorizzazione dei precedenti penali dell’imputato ai fini della negazione delle attenuanti generiche non implica il riconoscimento della recidiva in assenza di aumento della pena a tale titolo o di giudizio di comparazione tra le circostanze concorrenti eterogenee sicché, in tal caso, la recidiva non rileva ai fini del calcolo dei termini di prescrizione del reato.

Cass. Penale sentenza n. 20808 ud. 25/10/2018 – deposito del 15/05/2019

Millantato credito e traffico di influenze

La Sesta sezione della Corte di cassazione ha affermato che sussiste continuitĂ  normativa tra la fattispecie di millantato credito, formalmente abrogata dall’art. 1, comma 1, lett. s), legge 9 gennaio 2019, n. 3, e quella di traffico di influenze di cui all’art. 346-bis cod. pen., come novellato dall’art. 1, comma 1, lett. t), stessa legge, in relazione alla condotta di chi, vantando un’influenza – effettiva o meramente asserita, stante l’equiparazione tra le due ipotesi – presso un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, si faccia dare denaro e/o utilitĂ  quale prezzo della propria mediazione.

Cass. Penale sentenza n. 17980 ud. 14/03/2019 – deposito del 30/04/2019

 

Vietati i colloqui audiovisivi in videoconferenza con altro detenuto

La Sezione Prima ha affermato che un detenuto sottoposto al regime differenziato di cui all’art. 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, non può essere autorizzato ad avere colloqui audiovisivi con un altro detenuto (nella specie, il fratello) mediante il sistema della videoconferenza e l’impiego di tecniche comunicative di uso comune, difettando un’espressa disciplina normativa che, in relazione sia ai detenuti in regime ordinario che a quelli in regime differenziato, individui i presupposti di una siffatta forma di comunicazione a distanza e ne detti una specifica regolamentazione quanto agli strumenti da adottare in condizioni di sicurezza, ai poteri di controllo delle Autorità penitenziarie ed alle necessarie coperture di spesa.

Cass. Penale sentenza n. 16557 ud. 22/03/2019 – deposito del 16/04/2019 

Omesso versamento somme: il sostituito non è tenuto in solido in sede di riscossione

Le Sez. U., a risoluzione di contrasto, pronunciando ai sensi dell’art. 363, comma 3, c.p.c., hanno affermato che nel caso in cui il sostituto ometta di versare le somme, per le quali ha però operato le ritenute d’acconto, il sostituito non è tenuto in solido in sede di riscossione, atteso che la responsabilità solidale prevista dall’art. 35 del d.P.R. n. 602 del 1973 è espressamente condizionata alla circostanza che non siano state effettuate le ritenute.

Cass. Civile SS.UU. sentenza n. 10378 del 12/04/2019

Rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale in caso di diverso apprezzamento delle dichiarazioni del perito

Le Sezioni Unite hanno affermato che il giudice d’appello, in caso di riforma della sentenza assolutoria sulla base di un diverso apprezzamento delle dichiarazioni – di natura decisiva – rese dal perito o dal consulente tecnico dinanzi al primo giudice, ha l’obbligo di procedere alla rinnovazione dell’esame dello stesso in quanto prova dichiarativa, mentre un tale obbligo non sussiste qualora un siffatto diverso apprezzamento abbia ad oggetto la relazione del perito acquisita in primo grado senza l’effettuazione dell’esame.

Cass. Penale SS. UU. Sentenza n. 14426 ud. 28/01/2019 – deposito del 02/04/2019

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ResponsabilitĂ  dell’hosting provider che non abbia provveduto alla immediata rimozione dei contenuti illeciti

Nell’ambito dei servizi della societĂ  dell’informazione, la responsabilitĂ  dell’hosting provider, prevista dall’art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003, sussiste in capo al prestatore di servizi che non abbia provveduto alla immediata rimozione dei contenuti illeciti, nonchè se abbia continuato a pubblicarli, pur quando ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) sia a conoscenza legale dell’illecito perpetrato dal destinatario del servizio, per averne avuto notizia dal titolare del diritto leso oppure aliunde; b) l’illiceitĂ  dell’altrui condotta sia ragionevolmente constatabile, onde egli sia in colpa grave per non averla positivamente riscontrata, alla stregua del grado di diligenza che è ragionevole attendersi da un operatore professionale della rete in un determinato momento storico; c) abbia la possibilitĂ  di attivarsi utilmente, in quanto reso edotto in modo sufficientemente specifico dei contenuti illecitamente immessi da rimuovere. Resta affidato al giudice del merito l’accertamento in fatto se, sotto il profilo tecnico-informatico, l’identificazione di video, diffusi in violazione dell’altrui diritto, sia possibile mediante l’indicazione del solo nome o titolo della trasmissione da cui sono tratti, od, invece, sia indispensabile, a tal fine, la comunicazione dell’indirizzo “url”, alla stregua delle condizioni esistenti all’epoca dei fatti.

Cass. Civile sentenza n. 7708 del 19/03/2019

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Consorzio fittizio di imprese e confisca di prevenzione

La Seconda Sezione ha affermato che integra il delitto di cui all’art. 12-quinquies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, conv. con modif. dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, la condotta di chi, al fine di eludere provvedimenti di confisca di prevenzione aventi ad oggetto imprese fittiziamente intestate a terzi ma a sé riconducibili, costituisca un consorzio tra le predette e, per il tramite di questo, attraverso prestanome, concluda con l’Agenzia deputata all’amministrazione dei beni confiscati, inducendola in errore, contratti di sub-affitto e di appalto aventi l’effetto di trasferire al consorzio le attività delle predette imprese.

Cass. Penale sentenza n. 8452 ud. 21/01/2019 – deposito del 26/02/2019 

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AssoggettabilitĂ  a revisione della sentenza di estinzione del reato per prescrizione

Le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che è ammissibile, sia agli effetti penali che agli effetti civili, la revisione, richiesta ai sensi dell’art. 630, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., della sentenza del giudice dell’appello che, decidendo anche sull’impugnazione ai soli effetti delle disposizioni e dei capi concernenti gli interessi civili, in applicazione della disciplina dettata dall’art. 578 cod. proc. pen., abbia prosciolto l’imputato per l’intervenuta prescrizione del reato, e contestualmente confermato la sua condanna al risarcimento del danno nei confronti della parte civile.

Cass. Penale sentenza n. 6141 ud. 25/10/2018 – deposito del 07/02/2019 

 

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LibertĂ  controllata: non è possibile applicare la disciplina della liberazione anticipata

La Prima Sezione penale, in tema di benefici penitenziari (art. 54 ord. pen.), ha affermato che in caso di libertà controllata non è possibile applicare la disciplina della liberazione anticipata, difettando nella libertà controllata uno stato detentivo o anche una mera affinità con esso, così come un’osservazione personologica diretta alla verifica della partecipazione all’opera rieducativa.

Sentenza n. 2895 ud. 15/11/2018 – deposito del 22/01/2019