Profitto sequestrabile con sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente

La Sesta Sezione ha affermato che in sede di impugnazione cautelare avverso il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, il tribunale, ai fini della definizione dell’ammontare del profitto sequestrabile, è obbligato a valutare il contenuto della consulenza tecnica di parte eventualmente presentata, evidenziando quali dati tecnici ed elementi di fatto siano direttamente utilizzabili.

Cass. Penale sentenza n. 53834 ud. 26/10/2017 – deposito del 29/11/2017

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Nessuna tenuità del fatto dal Giudice di Pace

Con sentenza depositata il 28 novembre 2017, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131-bis cod. pen., non è applicabile nei procedimenti relativi a reati di competenza del giudice di pace.

Cass. Pen. SS.UU. sentenza n. 53683 ud. 22/06/2017 – deposito del 28/11/2017

Inammissibile il ricorso per cassazione proposto personalmente dal condannato

La Prima Sezione ha affermato che, a seguito delle modifiche apportate agli artt. 571, comma 1, e 613, comma 1, cod. proc. pen. dalla legge 3 agosto 2017, n. 103, è inammissibile il ricorso per cassazione proposto personalmente dal condannato, anche se detenuto, avverso il provvedimento del magistrato di sorveglianza in tema di ammissione alla detenzione domiciliare.

Cass. Penale sentenza n. 53330 ud. 04/10/2017 – deposito del 23/11/2017

Qualificato il reato come contravvenzione, il giudice dell’esecuzuione deve dichiarare l’estinzione del reato per la prescrizione eventualmente maturata

La Terza Sezione della Corte di cassazione ha affermato che, nei processi in cui la dichiarazione di parziale incostituzionalità dell’art. 181, comma 1-bis, d. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (sent. Corte cost. n. 56 del 2016) sia intervenuta dopo il passaggio in giudicato della sentenza di condanna, il giudice dell’esecuzione, riqualificato il reato come contravvenzione ai sensi del comma 1 dell’art. 181 citato, deve dichiarare l’estinzione del reato per la prescrizione maturata nel corso del procedimento di cognizione.

Cass. Penale sentenza n. 52438 ud. 11/07/2017 – deposito del 16/11/2017

Inquinamento ambientale e provvedimento di sequestro preventivo

In tema di inquinamento ambientale, la Terza Sezione della Corte di cassazione ha affermato che, per integrare il “fumus” del reato di cui all’art. 452-bis cod. pen. ai fini dell’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo, occorre accertare la sussistenza di un’alta probabilità di compromissione o di deterioramento significativo dei beni tutelati, in considerazione della natura e dalla durata nel tempo degli scarichi abusivi.

Cass. Penale sentenza n. 52436 ud. 06/07/2017 – deposito del 16/11/2017

Quanto sei pronto?

Tutela del terzo cessionario di credito ipotecario acquistato “in blocco” dopo la confisca di prevenzione

La Prima Sezione della Corte di cassazione è intervenuta sul tema della tutela del terzo cessionario di credito ipotecario acquistato “in blocco” dopo la confisca di prevenzione, con riferimento all’onere di diligenza incombente sul cessionario.

Cass. Penale sentenza n. 51467 ud. 14/06/2017 – deposito del 10/11/2017

Accetti la sfida?

Società soggetta ad amministrazione straordinaria temporanea prefettizia e sequestro preventivo finalizzato alla confisca

La Terza Sezione ha affermato che nell’ipotesi di società soggetta ad amministrazione straordinaria temporanea prefettizia, di cui all’art. 32 d.l. n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014, il denaro pervenuto alla società durante la gestione straordinaria ed accantonato nell’apposito fondo costituto, può essere soggetto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca in relazione ai reati che si assumono precedentemente commessi dagli organi della amministrazione ordinaria, a condizione che emerga la diretta derivazione delle predette somme dagli illeciti ipotizzati.

Cass. Penale sentenza n. 51085 ud. 26/09/2017 – deposito del 09/11/2017

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Legge Gelli-Bianco, causa di non punibilità dell’esercente la professione sanitaria operante nel solo caso di imperizia

In tema di colpa medica, la Quarta Sezione penale della Corte di cassazione ha affermato il seguente principio di diritto: “Il secondo comma dell’art. 590-sexies cod. pen., introdotto dalla legge 8 marzo 2017, n. 24 (c.d. legge Gelli-Bianco), prevede una causa di non punibilità dell’esercente la professione sanitaria operante, ricorrendo le condizioni previste dalla disposizione normativa (rispetto delle linee guida o, in mancanza, delle buone pratiche clinico-assistenziali, adeguate alla specificità del caso), nel solo caso di imperizia, indipendentemente dal grado della colpa, essendo compatibile il rispetto delle linee guide e delle buone pratiche con la condotta imperita nell’applicazione delle stesse.

Cass. Penale sentenza n. 50078 ud. 19/10/2017 – deposito del 31/12/2017

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Restituzione al terzo del bene sequestrato, appello ammissibile prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il terzo rimasto estraneo al processo, proprietario del bene, già in sequestro, di cui sia stata disposta con sentenza la confisca, può chiedere al giudice della cognizione, prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile, la restituzione del bene sequestrato e, in caso di diniego, proporre appello dinanzi al tribunale del riesame. Qualora sia stata erroneamente proposta opposizione mediante incidente di esecuzione, questa va qualificata come appello e trasmessa al tribunale del riesame.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 48126 ud. 20/07/2017 – deposito del 19/10/2017

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Nullo il patto col quale le parti di un contratto di locazione di immobili ad uso non abitativo concordino occultamente un canone superiore a quello dichiarato

La mancata registrazione del contratto di locazione di immobili ne comporta nullità; essa, ove da sola sussistente, consente la produzione degli effetti del contratto con decorrenza ex tunc, nel caso in cui la registrazione sia effettuata tardivamente. E’ nullo il patto col quale le parti di un contratto di locazione di immobili ad uso non abitativo concordino occultamente un canone superiore a quello dichiarato; detta nullità “vitiatur sed non vitiat”, con la conseguenza che solo il patto risulterà insanabilmente nullo, a prescindere dall’avvenuta registrazione.

Cass. Civile SS.UU. sentenza n. 23601 del 09/10/2017

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