Conseguenze digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello bancomat utilizzando carta di provenienza furtiva

La Quinta sezione della Corte di Cassazione ha affermato che l’utilizzazione di una carta “bancomat”, di provenienza furtiva, da parte di chi non sia in possesso del codice PIN, realizzata mediante la digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello di prelievo automatico di denaro, è sufficiente ad integrare la fattispecie consumata di utilizzazione indebita di carta abilitante al prelievo di danaro contante.

Cass. Penale sentenza n. 17923 ud. 12/01/2018 – deposito del 20/04/2018

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Validità procura alle liti digitale

Secondo il diritto dell’UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni <*.p7m> e <*.pdf>, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna.

Cass. Civ. SS.UU. sentenza n. 10266 del 27/04/2018

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Autoriciclaggio e concorso nel delitto

La Seconda Sezione ha affermato, in tema di autoriciclaggio, che il soggetto il quale, non essendo concorso nel delitto-presupposto non colposo, ponga in essere la condotta tipica di autoriciclaggio, o comunque contribuisca alla realizzazione da parte dell’“intraneus”, cioè dell’autore del reato – fonte, delle condotte indicate dall’art. 648-ter.1 cod. pen., risponde di riciclaggio e non di concorso nel meno grave delitto di autoriciclaggio, configurabile nella specie solo nei confronti dell’”intraneus”.

Cass. Penale sentenza n. 17235 ud. 17/01/2018 – deposito del 18/04/2018

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L’avviso dell’udienza fissata dal tribunale su richiesta di riesame proposta dall’imputato avverso un’ordinanza di sequestro conservativo

Le Sezioni unite della Corte di cassazione, hanno affermato che il difensore della parte civile ha diritto di ricevere l’avviso dell’udienza fissata dal tribunale sulla richiesta di riesame proposta dall’imputato avverso un’ordinanza di sequestro conservativo e di partecipare all’udienza, pertanto, in mancanza di tale partecipazione, la parte civile è legittimata a proporre ricorso per cassazione contro l’ordinanza che abbia annullato o revocato, in tutto o in parte, il sequestro, al solo scopo di far accertare la nullità ex art.178, comma 1, lett.c), cod.proc.pen.

Cass. Pen. sentenza n. 15290 ud. 28/09/2017 – deposito del 05/04/2018 

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Giurisdizione sulla domanda di annullamento dei provvedimenti di assegnazione di ambito territoriale dei docenti

La giurisdizione sulla domanda di annullamento dei provvedimenti di assegnazione di ambito territoriale dei docenti, in quanto concernente la fase esecutiva del rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A. e precisamente l’ordinanza ministeriale n. 241 del 2016 che detta le modalità attuative della l. n. 107 del 2015 e del c.c.n.l. integrativo concernente la mobilità del personale docente ed ATA, compete al giudice ordinario.

Cass. Civile SS.UU. sentenza n. 8821 del 10/04/2018

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Stato di esecuzione è vincolato alla natura giuridica e alla durata della sanzione come stabilite dallo Stato di condanna

La Sesta Sezione, pronunciando sul ricorso avverso il riconoscimento della condanna inflitta in Armenia a cittadino italiano, ha affermato che, in forza del regime della “continuazione dell’esecuzione”, previsto dall’art. 10 della Convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle persone condannate del 21 marzo 1983, ratificata dalla legge 25 luglio 1988, n. 334, lo Stato di esecuzione è vincolato alla natura giuridica e alla durata della sanzione come stabilite dallo Stato di condanna, potendo procedere al suo adattamento con una decisione giudiziaria solo quando essa sia incompatibile, per natura o durata, con quella prevista dalla propria legge interna per lo stesso tipo di reato ovvero ecceda il massimo fissato dalla sua legislazione.

Cass. Penale sentenza n. 14505 ud. 20/03/2018 – deposito del 29/03/2018

Ci prepariamo insieme?

Confisca di prevenzione disposta nei confronti di soggetto indiziato di appartenere ad una associazione mafiosa

La Seconda Sezione della Corte di cassazione, pronunciandosi in tema di confisca di prevenzione disposta nei confronti di soggetto indiziato di appartenere ad una associazione mafiosa, ha ritenuto che anche nel caso in cui la fattispecie concreta consenta di determinare il momento iniziale e finale della pericolosità qualificata, è legittimo disporre la misura ablativa su beni acquisiti in un periodo successivo a quello di cessazione della condotta permanente, allorché vi siano una pluralità di indici fattuali altamente dimostrativi che dette acquisizioni siano di diretta derivazione causale della provvista formatasi nel periodo di compimento dell’attività delittuosa.

Cass. Penale sentenza n. 14165 ud. 13/03/2018 – deposito del 27/03/2018 

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L’adottato ha diritto di conoscere le proprie origini

L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, della l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini, accedendo alle informazioni concernenti non solo l’identità dei genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e dei fratelli biologici adulti, previo loro interpello mediante procedimento giurisdizionale idoneo ad assicurare la massima riservatezza ed il massimo rispetto della dignità, al fine di acquisirne il consenso all’accesso alle dette informazioni o di constatarne il diniego, da ritenersi impeditivo dell’esercizio del diritto”.

Cass. Civile sentenza n. 6963 del 20/03/2018 

Test per la preparazione all’esame

Sostituto del difensore del danneggiato e potere di esercitare l’azione civile

Le Sezioni unite della Corte di cassazione, hanno affermato che il sostituto processuale del difensore al quale il danneggiato abbia rilasciato procura speciale al fine di esercitare l’azione civile nel processo penale, non ha la facoltà di costituirsi parte civile, salvo che detta facoltà sia stata espressamente conferita nella procura o che il danneggiato sia presente all’udienza di costituzione.

Cass. Penale sentenza n. 12213 ud. 21/12/2017 – deposito del 16/03/2018 

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Gli atti del procedimento disciplinare sono preclusi all’accesso civico e documentale

“Gli atti del procedimento disciplinare (i quali non sono infatti soggetti ad obbligo di pubblicazione ai fini della trasparenza) sono preclusi all’accesso civico nonché, salvo specifiche eccezioni a tutela del diritto dell’interessato richiedente, a quello “documentale” ex L. n. 241/1990, in considerazione della particolare incidenza dell’ostensione di tali atti sulla riservatezza dei rispettivi interessati (Nel caso di specie, la richiesta di accesso civico aveva ad oggetto “tutti gli atti” relativi ad un procedimento disciplinare concluso nei confronti di un avvocato)”.

Parere 9 febbraio 2017 del Garante per la protezione dei dati personali su istanza di accesso civico