Legge Gelli-Bianco, causa di non punibilità dell’esercente la professione sanitaria operante nel solo caso di imperizia

In tema di colpa medica, la Quarta Sezione penale della Corte di cassazione ha affermato il seguente principio di diritto: “Il secondo comma dell’art. 590-sexies cod. pen., introdotto dalla legge 8 marzo 2017, n. 24 (c.d. legge Gelli-Bianco), prevede una causa di non punibilità dell’esercente la professione sanitaria operante, ricorrendo le condizioni previste dalla disposizione normativa (rispetto delle linee guida o, in mancanza, delle buone pratiche clinico-assistenziali, adeguate alla specificità del caso), nel solo caso di imperizia, indipendentemente dal grado della colpa, essendo compatibile il rispetto delle linee guide e delle buone pratiche con la condotta imperita nell’applicazione delle stesse.

Cass. Penale sentenza n. 50078 ud. 19/10/2017 – deposito del 31/12/2017

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Contratto di cd. advisoring e forma scritta “ad substantiam”

Con riferimento a contratto di cd. advisoring, il regime di cui all’art. 17 del r.d. n. 2440 del 1923 – che prevede la forma scritta “ad substantiam”, e dunque a pena di nullità, rilevabile d’ufficio ed eccepibile anche dalla controparte della P.A. – prevale su quello previsto dall’art. 23, comma 3, TUF – che prevede che la mancanza della forma scritta sia rilevabile dal solo cliente e quando cliente sia una P.A. solo da questa – dovendosi privilegiare la tutela dell’interesse al regolare svolgimento dell’attività amministrativa e di tutela della risorse pubbliche, in attuazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della P.A. ex art. 97 Cost.

Cass. Civile ordinanza n. 25631 del 27/10/2017

Restituzione al terzo del bene sequestrato, appello ammissibile prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il terzo rimasto estraneo al processo, proprietario del bene, già in sequestro, di cui sia stata disposta con sentenza la confisca, può chiedere al giudice della cognizione, prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile, la restituzione del bene sequestrato e, in caso di diniego, proporre appello dinanzi al tribunale del riesame. Qualora sia stata erroneamente proposta opposizione mediante incidente di esecuzione, questa va qualificata come appello e trasmessa al tribunale del riesame.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 48126 ud. 20/07/2017 – deposito del 19/10/2017

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Nullo il patto col quale le parti di un contratto di locazione di immobili ad uso non abitativo concordino occultamente un canone superiore a quello dichiarato

La mancata registrazione del contratto di locazione di immobili ne comporta nullità; essa, ove da sola sussistente, consente la produzione degli effetti del contratto con decorrenza ex tunc, nel caso in cui la registrazione sia effettuata tardivamente. E’ nullo il patto col quale le parti di un contratto di locazione di immobili ad uso non abitativo concordino occultamente un canone superiore a quello dichiarato; detta nullità “vitiatur sed non vitiat”, con la conseguenza che solo il patto risulterà insanabilmente nullo, a prescindere dall’avvenuta registrazione.

Cass. Civile SS.UU. sentenza n. 23601 del 09/10/2017

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La revoca della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità comporta il ripristino della sola pena residua

La Prima Sezione della Corte di cassazione, pronunciandosi con riferimento all’ipotesi prevista dall’art. 73, comma 5-bis D.P.R. n. 309 del 1990, ha ribadito il principio, già affermato in materia di circolazione stradale, secondo cui la revoca della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità comporta il ripristino della sola pena residua, calcolata sottraendo dalla pena complessivamente inflitta il periodo di positivo svolgimento dell’attività, mediante un criterio di esatta corrispondenza temporale.

Cass. Penale sentenza n. 46551 ud. 25/05/2017 – deposito del 10/10/2017 

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Impugnabilità ordinanza di sospensione del processo e messa alla prova nel processo minorile

E’ inammissibile il ricorso per cassazione proposto avverso l’ordinanza che, ai sensi dell’art. 28, comma 5, d.P.R. 22 settembre 1988, n.448, dispone la revoca dell’ammissione dell’imputato minorenne alla messa alla prova e la sospensione del processo, potendo detto provvedimento essere impugnato soltanto unitamente alla sentenza conclusiva del giudizio.

Cass. Penale sentenza n. 45140/2017

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Sospensione dei processi esecutivi promossi nei confronti delle vittime dell’usura

Le Sez. U. – su ricorso nell’interesse della legge ex art. 363 c.p.c. – hanno affermato che il g.e. al quale sia trasmesso il decreto del P.M. che, sulla base dell’elenco fornito dal Prefetto, dispone la sospensione dei termini di una procedura esecutiva a carico del richiedente l’elargizione di cui alla l. n. 44 del 1999, non può sindacare né la valutazione del P.M. sulla sussistenza del presupposto della provvidenza sospensiva, né l’idoneità della procedura esecutiva ad incidere sull’efficacia dell’elargizione richiesta, spettando, invece, al g.e. sia il controllo della riconducibilità del provvedimento del P.M. all’art. 20, comma 7, della l. n. 44 del 1999, sia l’accertamento che esso riguarda uno o più processi esecutivi pendenti dinanzi al suo ufficio e sia la verifica che nel processo esecutivo in corso, o da iniziare, decorra un termine in ordine al quale il provvedimento sospensivo possa spiegare effetti”.

Cass. Civile SS.UU. sentenza n. 21854 del 20/09/2017

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Termini per la redazione della sentenza non sono soggetti alla sospensione del periodo feriale

Le Sezioni unite della Corte di cassazione, con sentenza depositata in data 18 settembre 2017, hanno affermato che anche a seguito della riduzione del periodo annuale di ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni, stabilita dal d.l. n. 132 del 2014 convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, art. 16, i termini per la redazione della sentenza non sono soggetti alla sospensione del periodo feriale.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 42361 ud. 20/07/2017 – deposito del 18/09/2017

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Confisca disposta anche sulla base di atti integrativi di indagine

In tema di giudizio abbreviato, la Seconda Sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che la confisca prevista dall’art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito in legge 8 agosto 1994, n. 501, può essere disposta anche sulla base di atti integrativi di indagine acquisiti, dopo l’ammissione al rito speciale, senza le formalità di cui all’art. 441, comma 5, cod. proc. pen., ma pur sempre nel contraddittorio ovvero consentendo alle parti l’esplicazione di ogni utile attività difensiva.

Cass. Penale sentenza n. 4855 ud. 19/04/2017 – deposito del 07/09/2017

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