Ingiuria e Diffamazione: come evitare di confondersi

Ingiuria e diffamazione sono due reati, previsti nel codice penale.

Il primo, a tutela dell’onore e del decoro di una persona (“l’onore attiene alle qualità che concorrono a determinare il valore di un individuo, mentre il decoro concerne il rispetto o il riguardo di cui ciascun essere umano è comunque degno” v. Cass. n. 34599 del 4.7.2008), il secondo della sua reputazione, ovvero il complesso della identità personale di un soggetto, costituito dal “patrimonio intellettuale, politico, religioso, sociale, ideologico o professionale dell’individuo o della persona giuridica, comprensiva anche del profilo connesso alla attività economica e professionale svolta dall’individuo e alla considerazione che essa ottiene nel gruppo sociale, sicché la condotta lesiva può attenere anche al buon nome commerciale di un soggetto” (Cass. Pen. 16.06.2011 n. 37383).
In sostanza si vuole proteggere il buon nome di un soggetto, tanto personalmente, quanto nelle sue proiezioni sociali.
La differenza fondamentale ingiuria e diffamazione è costituita dalla circostanza che l’offesa avvenga alla presenza o meno del soggetto interessato. Nel primo caso, ovvero quando la persona è presente, ricorre l’ipotesi della ingiuria; nel secondo caso, invece, si dovrà parlare di diffamazione.

(vai all’articolo di Lorenzo Zanella)