Cessione di un credito ipotecario e buona fede

In tema di misure di prevenzione patrimoniali, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che nel caso in cui la cessione di un credito ipotecario, precedentemente insorto, avvenga successivamente alla trascrizione del provvedimento di sequestro o di confisca di prevenzione del bene sottoposto a garanzia, tale circostanza non è in quanto tale preclusiva dell’ammissibilità della ragione creditoria, né determina di per sé uno stato di mala fede in capo al terzo cessionario del credito, potendo quest’ultimo dimostrare la buona fede.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 29847 ud. 31/05/2018 – deposito del 03/07/2018

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Onere di comunicare tempestivamente rinuncia all’impugnazione alla parte civile

La Quinta Sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che, pur non essendo previsto l’obbligo dell’imputato di notificare la rinuncia all’impugnazione alla parte civile, è comunque suo onere comunicare tempestivamente a questa tale volontà, allo scopo di impedire l’espletamento dell’attività defensionale, normalmente compiuta a seguito della notifica del ricorso, i cui costi devono altrimenti essere rimborsati anche nel caso di rinuncia alla impugnazione.

Cass. Penale sentenza n. 29472 ud. 07/05/2018 – deposito del 27/06/2018

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Sospensione dall’esercizio della professione medica applicata in relazione ad un reato di omicidio colposo per pericolo reiterazione

La Quarta Sezione della Corte di Cassazione, pronunciandosi in tema di sospensione dall’esercizio della professione medica applicata in relazione ad un reato di omicidio colposo, ha affermato che è possibile formulare la prognosi di reiterazione della condotta criminosa in considerazione delle caratteristiche della struttura in cui opera il sanitario e della condotta tenuta nel caso concreto, nella specie consistita nella pervicace prescrizione di terapia omeopatica, in assenza di significativi miglioramenti delle condizioni del paziente, poi deceduto, e nonostante l’inutile decorrenza del periodo di cinque giorni indicato dai protocolli medici per il passaggio alla terapia tradizionale.

Cass. Penalesentenza n. 27420 ud. 03/05/2018 – deposito del 14/06/2018 

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Sospensione dall’esercizio della professione medica applicata in relazione ad un reato di omicidio colposo

La Quarta Sezione della Corte di Cassazione, pronunciandosi in tema di sospensione dall’esercizio della professione medica applicata in relazione ad un reato di omicidio colposo, ha affermato che è possibile formulare la prognosi di reiterazione della condotta criminosa in considerazione delle caratteristiche della struttura in cui opera il sanitario e della condotta tenuta nel caso concreto, nella specie consistita nella pervicace prescrizione di terapia omeopatica, in assenza di significativi miglioramenti delle condizioni del paziente, poi deceduto, e nonostante l’inutile decorrenza del periodo di cinque giorni indicato dai protocolli medici per il passaggio alla terapia tradizionale.

Cass. Pen. sentenza n. 27420 ud. 03/05/2018 – deposito del 14/06/2018 

 

 

Sindaco costretto ad abbandonare la carica per condotta altrui connotata da violenza, minaccia o inganno

La Prima Sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che la protezione assicurata dall’art. 294 cod. pen. ai diritti politici del cittadino ed, in particolare, al diritto di elettorato passivo non si esaurisce con la partecipazione all’elezione, ma si estende all’effettivo mantenimento della carica alla quale il cittadino è stato eletto. Pertanto, integra il delitto in esame la condotta connotata da violenza, minaccia o inganno che, intervenendo successivamente alla fase di accesso alla pubblica funzione, determini la persona eletta ad abbandonare la carica conseguita, in tal modo impedendo il compiuto esercizio del diritto politico.

Cass. Penale sentenza n. 20755 ud. 27/10/2017 – deposito del 10/05/2018

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Il Tribunale del riesame può integrare la motivazione mancante delle ordinanze cautelari personali

La Terza Sezione della Corte di Cassazione, in tema di riesame delle ordinanze cautelari personali, ha affermato che – nel caso in cui l’ordinanza genetica contenga la motivazione sulle esigenze cautelari di cui all’art.274 cod. proc. pen., ma non quella in ordine allo specifico requisito delle esigenze cautelari di eccezionale rilevanza previsto dall’art.275, comma 4 cod. proc. pen. – il Tribunale del riesame, anche alla luce della nuova formulazione dell’art.309, comma 9 cod. proc. pen., può integrare la motivazione mancante; la Suprema Corte ha precisato che trattasi di ipotesi di motivazione insufficiente, che non incide sull’an della cautela ma solo sulla scelta della misura e, in relazione alla quale, non è inibito l’intervento integrativo del giudice del riesame.

Cass. Pen. Sentenza n. 19700 ud. 06/02/2018 – deposito del 07/05/2018 

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Conseguenze digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello bancomat utilizzando carta di provenienza furtiva

La Quinta sezione della Corte di Cassazione ha affermato che l’utilizzazione di una carta “bancomat”, di provenienza furtiva, da parte di chi non sia in possesso del codice PIN, realizzata mediante la digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello di prelievo automatico di denaro, è sufficiente ad integrare la fattispecie consumata di utilizzazione indebita di carta abilitante al prelievo di danaro contante.

Cass. Penale sentenza n. 17923 ud. 12/01/2018 – deposito del 20/04/2018

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Autoriciclaggio e concorso nel delitto

La Seconda Sezione ha affermato, in tema di autoriciclaggio, che il soggetto il quale, non essendo concorso nel delitto-presupposto non colposo, ponga in essere la condotta tipica di autoriciclaggio, o comunque contribuisca alla realizzazione da parte dell’“intraneus”, cioè dell’autore del reato – fonte, delle condotte indicate dall’art. 648-ter.1 cod. pen., risponde di riciclaggio e non di concorso nel meno grave delitto di autoriciclaggio, configurabile nella specie solo nei confronti dell’”intraneus”.

Cass. Penale sentenza n. 17235 ud. 17/01/2018 – deposito del 18/04/2018

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L’avviso dell’udienza fissata dal tribunale su richiesta di riesame proposta dall’imputato avverso un’ordinanza di sequestro conservativo

Le Sezioni unite della Corte di cassazione, hanno affermato che il difensore della parte civile ha diritto di ricevere l’avviso dell’udienza fissata dal tribunale sulla richiesta di riesame proposta dall’imputato avverso un’ordinanza di sequestro conservativo e di partecipare all’udienza, pertanto, in mancanza di tale partecipazione, la parte civile è legittimata a proporre ricorso per cassazione contro l’ordinanza che abbia annullato o revocato, in tutto o in parte, il sequestro, al solo scopo di far accertare la nullità ex art.178, comma 1, lett.c), cod.proc.pen.

Cass. Pen. sentenza n. 15290 ud. 28/09/2017 – deposito del 05/04/2018 

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Stato di esecuzione è vincolato alla natura giuridica e alla durata della sanzione come stabilite dallo Stato di condanna

La Sesta Sezione, pronunciando sul ricorso avverso il riconoscimento della condanna inflitta in Armenia a cittadino italiano, ha affermato che, in forza del regime della “continuazione dell’esecuzione”, previsto dall’art. 10 della Convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle persone condannate del 21 marzo 1983, ratificata dalla legge 25 luglio 1988, n. 334, lo Stato di esecuzione è vincolato alla natura giuridica e alla durata della sanzione come stabilite dallo Stato di condanna, potendo procedere al suo adattamento con una decisione giudiziaria solo quando essa sia incompatibile, per natura o durata, con quella prevista dalla propria legge interna per lo stesso tipo di reato ovvero ecceda il massimo fissato dalla sua legislazione.

Cass. Penale sentenza n. 14505 ud. 20/03/2018 – deposito del 29/03/2018

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