Requisito della forma scritta ad substantiam per i contratti stipulati dalle aziende speciali partecipate dallo Stato

La Sez. 3 ha trasmesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sez. U della questione, ritenuta di massima di particolare importanza, se per i contratti stipulati dalle aziende speciali partecipate dallo Stato, o dagli enti pubblici, sia o meno prescritto il requisito della forma scritta ad substantiam.

Cass. Penale Ordinanza interlocutoria n. 3566 del 14/02/2018  

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Obbligo di notifica, alla persona offesa o al suo difensore, dell’istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare

La Terza Sezione, pronunciando in tema di obbligo di notifica, alla persona offesa o al suo difensore, dell’istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare ai sensi dell’art. 299, comma 2-bis, cod. proc. pen., ha ritenuto che detto obbligo sussista anche in relazione al reato di atti sessuali con minorenne, previsto dall’art. 609-quater cod. pen., giacché l’irrilevanza del consenso della vittima ai fini della configurabilità di detto reato ne determina la sussumibilità nel novero di quelli commessi con violenza alla persona.

Cass. Penale sentenza n. 5832 ud. 18/10/2017 – deposito del 08/02/2018

 

Nomina di un difensore di fiducia effettuata da un amministratore di sostegno

In tema di difesa fiduciaria, la Terza Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che, qualora l’indagato (o l’imputato) sia assistito da un amministratore di sostegno, la nomina di un difensore di fiducia effettuata da quest’ultimo, a ciò espressamente autorizzato dal giudice tutelare, non determina alcuna violazione del diritto di difesa, in relazione agli artt. 96 cod. proc. pen., 24 Cost., 6, par. 3, lett. c), C.E.D.U. e 14, par. 2, lett. d), Patto internazionale per i diritti civili e politici.

Cass. Penale sentenza n. 3659 ud. 14/11/2017 – deposito del 25/01/2018

 

Decorrenza prescrizione del diritto leso dalla detenzione inumana e degradante

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato i seguenti principi:

-la prescrizione del diritto leso dalla detenzione inumana e degradante, azionabile dal detenuto ai sensi dell’art.35-ter, commi 1 e 2, l.n.354 del 1975, per i pregiudizi subiti anteriormente all’entrata in vigore del decreto legge n.92 del 2014, decorre dal 28 giugno 2014;

-il reclamo-impugnazione di cui all’ar.35-bis, comma 4, l.n.354 del 1975, può essere proposto dall’Amministrazione penitenziaria senza il patrocinio e l’assistenza dell’Avvocatura dello Stato;

-il Ministero della giustizia, ricorrente avverso il provvedimento del Tribunale di sorveglianza emesso ai sensi degli artt.35-bis e 35-ter, l.n.354 del 1975, non deve essere condannato al pagamento delle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende, nel caso di rigetto od inammissibilità del ricorso, ai sensi dell’art.616, cod.proc.pen.

Cass. Pen. SS.UU. sentenza n. 3775 ud. 21/12/2017 – deposito del 26/01/2018 

 

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Misure di prevenzione personali, associazione di tipo mafioso e necessaria “attualità” della pericolosità del proposto

In tema di misure di prevenzione, le Sezioni uniti penali della Corte di cassazione hanno affermato il seguente principio di diritto: “Nel procedimento applicativo delle misure di prevenzione personali agli indiziati di “appartenere” ad un’associazione di tipo mafioso, è necessario accertare il requisito della “attualità” della pericolosità del proposto”.

Cass. Penale sentenza n. 111 ud. 30/11/2017 – deposito del 04/01/2018

Conseguenze notificazione della citazione a giudizio mediante consegna al difensore di fiducia

Le Sezioni Unite Penali della Corte di cassazione hanno affermato che la notificazione della citazione a giudizio mediante consegna al difensore di fiducia anziché presso il domicilio dichiarato o eletto, determina una nullità a regime intermedio, che non è sanata dalla mancata allegazione da parte del difensore di circostanze impeditive della conoscenza dell’atto da parte dell’imputato.

Cass. Pen. SS.UU. sentenza n. 58120 ud. 22/06/2017 – deposito del 29/12/2017 

Il tentativo del delitto di istigazione al suicidio

La Quinta Sezione della Corte di cassazione ha affermato che non è configurabile il tentativo del delitto di istigazione al suicidio nel caso di invio di messaggi telefonici ad un minore nell’ambito del gioco noto come “Blue Whale Challenge”, pur se contenenti l’invito a compiere atti potenzialmente pregiudizievoli.

Cass. Penale sentenza n. 57503 ud. 23/11/2017 – deposito del 22/12/2017

La ricezione dell’atto tramite posta elettronica certificata da parte del difensore fiduciario

In tema di notificazioni ai sensi dell’art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen., la Terza Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che la ricezione dell’atto tramite posta elettronica certificata da parte del difensore fiduciario che, in precedenza, abbia dichiarato di non voler accettare le notificazioni per conto dell’assistito, non può valere quale tacita revoca della precedente dichiarazione e conseguente valida accettazione dell’atto, poiché la ricezione tramite p.e.c., in quanto automatica, non è espressione di una volontà contraria rispetto a quella in precedenza manifestata.

Cass. Penale sentenza n. 57105 ud. 12/04/2017 – deposito del 21/12/2017 

Profitto sequestrabile con sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente

La Sesta Sezione ha affermato che in sede di impugnazione cautelare avverso il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, il tribunale, ai fini della definizione dell’ammontare del profitto sequestrabile, è obbligato a valutare il contenuto della consulenza tecnica di parte eventualmente presentata, evidenziando quali dati tecnici ed elementi di fatto siano direttamente utilizzabili.

Cass. Penale sentenza n. 53834 ud. 26/10/2017 – deposito del 29/11/2017

Nessuna tenuità del fatto dal Giudice di Pace

Con sentenza depositata il 28 novembre 2017, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131-bis cod. pen., non è applicabile nei procedimenti relativi a reati di competenza del giudice di pace.

Cass. Pen. SS.UU. sentenza n. 53683 ud. 22/06/2017 – deposito del 28/11/2017