La revoca della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità comporta il ripristino della sola pena residua

La Prima Sezione della Corte di cassazione, pronunciandosi con riferimento all’ipotesi prevista dall’art. 73, comma 5-bis D.P.R. n. 309 del 1990, ha ribadito il principio, già affermato in materia di circolazione stradale, secondo cui la revoca della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità comporta il ripristino della sola pena residua, calcolata sottraendo dalla pena complessivamente inflitta il periodo di positivo svolgimento dell’attività, mediante un criterio di esatta corrispondenza temporale.

Cass. Penale sentenza n. 46551 ud. 25/05/2017 – deposito del 10/10/2017 

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Impugnabilità ordinanza di sospensione del processo e messa alla prova nel processo minorile

E’ inammissibile il ricorso per cassazione proposto avverso l’ordinanza che, ai sensi dell’art. 28, comma 5, d.P.R. 22 settembre 1988, n.448, dispone la revoca dell’ammissione dell’imputato minorenne alla messa alla prova e la sospensione del processo, potendo detto provvedimento essere impugnato soltanto unitamente alla sentenza conclusiva del giudizio.

Cass. Penale sentenza n. 45140/2017

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Termini per la redazione della sentenza non sono soggetti alla sospensione del periodo feriale

Le Sezioni unite della Corte di cassazione, con sentenza depositata in data 18 settembre 2017, hanno affermato che anche a seguito della riduzione del periodo annuale di ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni, stabilita dal d.l. n. 132 del 2014 convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, art. 16, i termini per la redazione della sentenza non sono soggetti alla sospensione del periodo feriale.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 42361 ud. 20/07/2017 – deposito del 18/09/2017

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Confisca disposta anche sulla base di atti integrativi di indagine

In tema di giudizio abbreviato, la Seconda Sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che la confisca prevista dall’art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito in legge 8 agosto 1994, n. 501, può essere disposta anche sulla base di atti integrativi di indagine acquisiti, dopo l’ammissione al rito speciale, senza le formalità di cui all’art. 441, comma 5, cod. proc. pen., ma pur sempre nel contraddittorio ovvero consentendo alle parti l’esplicazione di ogni utile attività difensiva.

Cass. Penale sentenza n. 4855 ud. 19/04/2017 – deposito del 07/09/2017

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Detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di un’arma comune da sparo clandestina

Le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione hanno affermato che le condotte di detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di un’arma comune da sparo clandestina configurano, esclusivamente, le ipotesi delittuose previste dall’art. 23, primo, terzo e quarto comma, legge 18 aprile 1975 n.110, dovendosi escludere, in ragione dell’ operatività del principio di specialità di cui all’art. 15 cod. pen., il concorso formale tra i suddetti delitti e quelli, rispettivamente, di porto e detenzione illegale in luogo pubblico o aperto al pubblico di arma comune da sparo, previsti dagli artt. 2, 4 e 7 della legge 2 ottobre 1967, n.895.

Cass. Penale sentenza n. 41588 ud. 22/06/2017 – deposito del 12/09/2017

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Ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del tribunale del riesame di conferma del sequestro probatorio di un computer o di un supporto informatico

Con sentenza depositata il 7 settembre 2017, le Sezioni unite penali della Corte di cassazione hanno affermato che è ammissibile il ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del tribunale del riesame di conferma del sequestro probatorio di un computer o di un supporto informatico, nel caso in cui ne risulti la restituzione previa estrazione di copia dei dati ivi contenuti, sempre che sia dedotto l’interesse, concreto e attuale, alla esclusiva disponibilità dei dati.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 40963 ud. 20/07/2017 – deposito del 07/09/2017

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Pubblico ufficiale che acceda al Registro informatizzato delle notizie di reato per ragioni ontologicamente estranee

Con sentenza depositata in data 8 settembre 2017, le Sezioni unite penali della Corte di cassazione hanno affermato che integra il delitto previsto dall’art. 615-ter, secondo comma, n. 1, cod. pen. la condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio che, pur essendo abilitato e pur non violando le prescrizioni formali impartite dal titolare di un sistema informatico o telematico protetto per delimitarne l’accesso (nella specie, il Registro informatizzato delle notizie di reato, c.d. Re.Ge.), acceda o si mantenga nel sistema per ragioni ontologicamente estranee e comunque diverse rispetto a quelle per le quali, soltanto, la facoltà di accesso gli è attribuita.

Cass. Penale sentenza n. 41210 ud. 18/05/2017 – deposito del 08/09/2017

Misure di prevenzione patrimoniali e udienza di verifica dei crediti

In tema di misure di prevenzione patrimoniali, la Prima Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che la partecipazione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati all’udienza di verifica dei crediti, ai sensi dell’art. 59, comma 2, D. Lgs. n. 159 del 2001, è facoltativa e non obbligatoria, onde la mancata instaurazione del contraddittorio nei suoi confronti non costituisce causa di nullità della decisione, qualora la domanda di ammissione del credito da parte del terzo sia stata presentata prima che il provvedimento di confisca di prevenzione sia divenuto irrevocabile.

Cass. penale sentenza n. 39258 ud. 15/06/2017 – deposito del 18/08/2017

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Indici di fraudolenza, l’accertamento dell’elemento oggettivo della bancarotta fraudolenta per distrazione

In tema di bancarotta fraudolenta per distrazione, l’accertamento dell’elemento oggettivo del reato di pericolo concreto e del dolo generico deve valorizzare la ricerca di “indici di fraudolenza”, necessari a dar corpo alla prognosi postuma di concreta messa in pericolo dell’integrità del patrimonio dell’impresa, funzionale ad assicurare la garanzia dei creditori, e alla relativa proiezione soggettiva.

Cass. Penale sentenza n. 38396 ud. 23/06/2017 – deposito del 01/08/2017

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Potere del giudice di dichiarare l’estinzione del reato riqualificato come contravvenzione per maturata prescrizione

La Terza Sezione ha affermato che rientra tra i poteri del giudice dell’esecuzione, adito per la rideterminazione della pena a seguito della dichiarazione di incostituzionalità dell’art. 181, comma 1-bis, D.Lgs. n. 42 del 2004, dichiarare l’estinzione per prescrizione del reato oggetto della sentenza definitiva di condanna, riqualificato come contravvenzione ai sensi del comma 1 della norma citata, qualora la prescrizione sia maturata in pendenza del procedimento di cognizione, e fatti salvi i rapporti ormai esauriti.

Cass. Penale sentenza n. 38691 ud. 11/07/2017 – deposito del 03/08/2017 

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