Potere del giudice di dichiarare l’estinzione del reato riqualificato come contravvenzione per maturata prescrizione

La Terza Sezione ha affermato che rientra tra i poteri del giudice dell’esecuzione, adito per la rideterminazione della pena a seguito della dichiarazione di incostituzionalità dell’art. 181, comma 1-bis, D.Lgs. n. 42 del 2004, dichiarare l’estinzione per prescrizione del reato oggetto della sentenza definitiva di condanna, riqualificato come contravvenzione ai sensi del comma 1 della norma citata, qualora la prescrizione sia maturata in pendenza del procedimento di cognizione, e fatti salvi i rapporti ormai esauriti.

Cass. Penale sentenza n. 38691 ud. 11/07/2017 – deposito del 03/08/2017 

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Responsabilità del venditore per gravi difetti immobile

Il venditore che, sotto la propria direzione e controllo, abbia fatto eseguire sull’immobile successivamente alienato opere di ristrutturazione edilizia o interventi manutentivi o modificativi di lunga durata, che rovinino o presentino gravi difetti, ne risponde nei confronti dell’acquirente ai sensi dell’art. 1669 c.c..

Cass. Civile sentenza n. 18891 del 28/07/2017

Requisiti furto con destrezza

Le Sezioni Unite Penali della Corte di cassazione, risolvendo il relativo contrasto, hanno affermato che, in relazione al delitto di furto, ai fini della configurabilità della circostanza aggravante della destrezza, di cui all’art. 625, comma primo, n. 4), cod. pen., è necessario che l’agente abbia posto in essere – prima o durante l’impossessamento del bene mobile altrui – una condotta caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avvedutezza ed idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla “res”, non essendo invece sufficiente che egli si limiti ad approfittare di situazioni, cui non abbia dato causa, di disattenzione o momentaneo allontanamento del detentore medesimo.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 34090 ud. 27/04/2017 – deposito del 12/07/2017

Controversie aventi ad oggetto la validità del testamento per incapacità naturale del “de cuius”

Le controversie aventi ad oggetto la validità del testamento per incapacità naturale del “de cuius” non rientrano tra quelle concernenti lo stato o la capacità delle persone, con conseguente facoltatività dell’intervento, in esse, del Pubblico Ministero ed insussistenza di un obbligo di integrazione del contraddittorio nei suoi confronti in grado di appello.

Cass. Civile ordinanza n. 17024 del 10/07/2017 

Per la revoca amministratore condominio non è richiesto il patrocinio di un difensore legalmente esercente

Nel giudizio di revoca dell’amministratore di condominio non è richiesto il patrocinio di un difensore legalmente esercente, trattandosi di un procedimento camerale plurilaterale tipico, che culmina in un provvedimento privo di efficacia decisoria, siccome non incidente su situazioni sostanziali di diritti o “status”.

Cass. Civile ordinanza n. 15706 del 23/06/2017

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Privata dimora ed aggravante per il furto

Le Sezioni Unite Penali della Corte di cassazione hanno affermato che, ai fini della configurabilità del reato previsto dall’art. 624 – bis cod. pen., rientrano nella nozione di privata dimora esclusivamente i luoghi, anche destinati ad attività lavorativa o professionale, nei quali si svolgono non occasionalmente atti della vita privata, e che non siano aperti al pubblico né accessibili a terzi senza il consenso del titolare.

Cass. Penale sentenza n. 31345 ud. 23/03/2017 – deposito del 22/06/2017

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Reato di turbata libertà degli incanti anche per condotte intervenute successivamente alla chiusura dell’asta

La Seconda Sezione ha affermato che il reato di turbata libertà degli incanti (art. 353 cod. pen.) è integrato da tutte le condotte tipiche che si inseriscono nella procedura di incanto, anche se intervenute successivamente alla chiusura dell’asta.

Cass. Penale sentenza n. 28388 ud. 21/04/2017 – deposito del 08/06/2017

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Nuovi principi in tema di responsabilità penale in ambito sanitario

La Quarta Sezione ha reso importanti principi in tema di responsabilità penale in ambito sanitario, affermando tra l’altro che il nuovo quadro disciplinare dettato dall’art.590–sexies cod. pen. (disposizione introdotta dalla legge n. 24 del 2017) non trova applicazione:

– negli ambiti che, per qualunque ragione, non siano governati da linee guida;

– nelle situazioni concrete in cui tali raccomandazioni debbano essere radicalmente disattese per via delle peculiarità della condizione del paziente o per qualunque altra ragione imposta da esigenze scientificamente qualificate;

– nelle condotte che, sebbene poste in essere dell’ambito di approccio terapeutico regolato da linee guida pertinenti e appropriate, non risultino per nulla disciplinate in quel contesto regolativo, come nel caso di errore nell’esecuzione materiale di atto chirurgico pur correttamente impostato secondo le relative linee guida.

Ha inoltre affermato che per i fatti anteriori può trovare ancora applicazione, ai sensi dell’art. 2 cod. pen., la disposizione di cui all’abrogato art. 3, comma 1, della legge n. 189 del 2012 che aveva escluso la rilevanza penale delle condotte lesive connotate da colpa lieve, nei contesti regolati da linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica.

Cass. Penale sentenza n. 28187 ud. 20/04/2017 – deposito del 07/06/2017

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Astensione dalle udienze da parte del difensore in tema di mandato di arresto europeo

In tema di mandato di arresto europeo, la Sesta Sezione della Corte di cassazione ha affermato che nel procedimento camerale di consegna previsto dalla legge 22 aprile 2005, n. 69, non è consentita l’astensione dalle udienze da parte del difensore che aderisca ad una iniziativa regolarmente indetta degli organismi di categoria.

Cass. Penale sentenza n. 27482 ud. 29/05/2017 – deposito del 01/06/2017

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Requisiti cittadinanza italiana straniero nato in Italia

La Prima Sezione civile ha affermato che l’art. 4, comma 2, della l. n. 91 del 1992, che consente allo straniero nato in Italia e che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età di chiedere la cittadinanza italiana, va interpretato nel senso che occorre una residenza in Italia, da un lato, effettiva e non formale, e, dall’altro, non in violazione delle norme che regolano l’ingresso, la circolazione ed il soggiorno degli stranieri.

Cass. Civile sentenza n. 12380 del 17/05/2017

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