Il giudice di secondo grado non può applicare d’ufficio le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il giudice di secondo grado non può applicare le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi nel caso in cui nell’atto di appello non risulti formulata alcuna specifica richiesta al riguardo.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 12872 ud. 19/01/2017 – deposito del 17/03/2017

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Circostanza aggravante dell’essere stato il delitto commesso alla presenza del minore

La Prima Sezione ha affermato che la circostanza aggravante dell’essere stato il delitto commesso alla presenza del minore, nelle ipotesi previste dall’art. 61, n. 11 quinquies cod. pen., è configurabile tutte le volte che il minore degli anni diciotto percepisca la commissione del reato, anche quando la sua presenza non sia visibile all’autore del reato, se questi, tuttavia, ne abbia la consapevolezza ovvero avrebbe dovuto averla usando l’ordinaria diligenza.

Cass. Penale sentenza n. 12328 ud. 02/03/2017 – deposito del 14/03/2017

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Se lo spazio delle celle è inferiore ai tre metri quadrati …

La Seconda sezione ha affermato che, ai fini dell’accertamento della violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti, se lo spazio delle celle è inferiore ai tre metri quadrati esiste una forte presunzione di violazione dell’art. 3 della Convenzione Edu, vincibile solo attraverso la valutazione dell’esistenza di adeguati fattori compensativi che si individuano nella durata della restrizione carceraria, nella misura della libertà di circolazione, nell’offerta di attività da svolgere in spazi ampi fuori dalle celle e nel decoro complessivo delle condizioni di detenzione.

Cass. Penale sentenza n. 11980 ud. 10/03/2017 – deposito del 13/03/2017

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Inammissibile l’impugnazione redatta personalmente da un funzionario dell’Amministrazione Penitenziaria

La Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che è inammissibile l’impugnazione, ai sensi dell’art. 35-bis, comma 4, l. 26 luglio 1975, n. 354, redatta personalmente da un funzionario dell’Amministrazione Penitenziaria, in quanto, in assenza di una diversa previsione di legge, l’atto va proposto secondo le forme previste dagli artt. 573 e 100 cod. proc. pen., con conseguente necessità di redazione da parte dell’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 1 R.D. n. 1611 del 1933.

Cass. Penale sentenza n. 11248 ud. 17/11/2016 – deposito del 09/03/2017

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Dipendente di Poste Italiane S.p.a. che svolga attività di bancoposta è persona incaricata di pubblico servizio

La Sesta Sezione della Corte di cassazione ha affermato che il dipendente di Poste Italiane S.p.a. che svolga attività di bancoposta afferente alla raccolta di risparmio postale riveste la qualità di persona incaricata di pubblico servizio.

Cass. Penale sentenza n. 10875 ud. 23/11/2016 – deposito del 06/03/2017 

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Regime transitorio rito camerale 380-bis.1 c.p.c. e facoltà di depositare memorie scritte controricorrente costituitosi tardivamente

Qualora la controversia sia trattata, giusta l’art. 1-bis, comma 2, della l. n. 197 del 2016 (di conversione, con modif., del d.l. n. 168 del 2016), con il rito camerale di cui al comma 1, lett. f), della medesima disposizione, al controricorrente costituitosi tardivamente deve riconoscersi la facoltà di depositare memorie scritte, nel termine di cui all’art. 380-bis.1 c.p.c., al fine di evitare disparità di trattamento rispetto ai processi trattati in pubblica udienza – per i quali è prevista la discussione orale – ed altresì dovendosi assicurare una ragionevole durata del processo, per conseguire una tutela giurisdizionale effettiva, in attuazione del principio costituzionale del giusto processo di cui agli artt. 111 Cost. e 6 CEDU.

Cass. Civile ordinanza n. 4906 del 27/02/2017

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Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e attenuante comune del danno patrimoniale di speciale tenuità

La Prima Sezione ha affermato, in tema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che non è configurabile l’attenuante comune del danno patrimoniale di speciale tenuità in ragione del modesto importo del compenso corrisposto, o promesso, dallo straniero favorito.

Cass. Penale sentenza n. 9636 ud. 13/05/2016 – deposito del 27/02/2017

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Proponibilità, in separati processi, delle domande afferenti diversi e distinti diritti di credito relativi ad uno stesso rapporto

Le Sezioni Unite, componendo il relativo contrasto, hanno sancito la proponibilità, in separati processi, delle domande afferenti diversi e distinti diritti di credito, anche se relativi ad uno stesso rapporto di durata tra le parti, altresì precisando che se quei diritti, oltre a derivare da un rapporto siffatto, siano anche, in proiezione, inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un possibile giudicato o comunque ‘fondati’ sull’identico fatto costitutivo (sicchè il loro separato accertamento provocherebbe una duplicazione di attività istruttoria e la conseguente dispersione della conoscenza di una medesima vicenda sostanziale), le relative domande possono formularsi in separati giudizi solo se il creditore agente risulti avere un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata, e che, ove la necessità di un tale interesse e la relativa mancanza non siano state dedotte dal convenuto, il giudice che intenda rilevarle dovrà indicare la relativa questione ex art. 183 c.p.c. e, se del caso, riservare la decisione assegnando alle parti termine per memorie ex art. 101, comma 2, c.p.c.”.

Cass. civile SS.UU. sentenza n. 4090 del 16/02/2017

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Appello inammissibile per difetto di specificità dei motivi

Le Sezioni unite hanno affermato il principio secondo cui anche l’appello – al pari del ricorso per cassazione – è inammissibile per difetto di specificità dei motivi, quando non risultano esplicitamente enunciati e argomentati i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della sentenza impugnata, precisando, inoltre, che tale onere di specificità è direttamente proporzionale alla specificità delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata.

Cass. Penale SS.UU. sentenza n. 8825 ud. 27/10/2016 – deposito del 22/02/2017

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Ricorso cumulativo avverso una sentenza di condanna, prescrizione anche per i distinti ed autonomi capi di imputazione?

Le Sezioni Unite della Suprema corte hanno affermato che, in caso di ricorso cumulativo avverso una sentenza di condanna relativa a più reati ascritti allo stesso imputato, per i quali sia intervenuta la prescrizione dopo la sentenza di appello, attesa l’autonomia dei rapporti processuali inerenti ai singoli capi di imputazione, l’accoglimento di motivi afferenti un capo non consente di dichiarare la prescrizione anche per i distinti ed autonomi capi di imputazione i cui pertinenti motivi di ricorso siano invece giudicati inammissibili.

Cass. Penale sentenza n. 6903 ud. 27/05/2016 – deposito del 14/02/2017

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